Storia

NOTIZIE STORICHE DELLA PARROCCHIA DI SAN MARTINO IN FONDO

Non sappiamo la data della sua fondazione: certamente prima del 1000: un documento parla di un “pievano di Fondo” nell’anno 1184. Pare che all’inizio essa dipendesse dalla chiesa di S. Lorenzo di Sarnonico. Nel 1188 dai documenti appare che esisteva un pievano a Fondo, un certo Nicolò. Della chiesa primitiva si sa molto poco: era dedicata a s. Martino. Nel 1519 ne venne costruita un’altra al posto della primitiva. Attorno a quella chiesa ora abbattuta si fece il cimitero, e nel cimitero c’era una chiesetta dedicata a s. Michele, in seguito abbattuta per fare spazio al campanile. Ci vollero anni (più di 50) per terminare la chiesa ed il campanile a prezzo moltissime spese. Nel 1579 la chiesa aveva 4 altari di cui il principale dedicato a S. Martino ed uno a S. Giacomo, un altro a S. Antonio ed uno a S. Romedio. Verso il 1850 si stabilì di ingrandire la chiesa divenuta piccola per la crescita del paese: nel 1853 si iniziarono i lavori per restaurare la chiesa vecchia, ma poi la gente pensò di farne una nuova ed abbatté quella vecchia del 1500. In quell’occasione fu abbattuta anche la chiesa di S. Michele che era nel cimitero. I mastri muratori che costruirono la nuova chiesa furono un certo Giuseppe Stolcis di Malosco ed i fratelli Giacomo e Pietro Segna di Salobbi. La nuova chiesa fu aperta al culto il giorno di S. Martino del 1858, e fu poi consacrata il 5 agosto 1865 dal Vescovo di Trento Benedetto Riccabona che ne ammirò la grandiosità e maestosità e l’ardita navata. Si dice che la chiesa di Fondo sia la terza in ordine di grandezza della diocesi: la precede solamente il Duomo di Trento e la chiesa di Levico.

IL CAMPANILE DI FONDO
Fu costruito a più riprese: venne iniziato nel 1447 come è scolpito sulla porta del campanile stesso in caratteri gotici. Nel 1471 fu elevato fino al secondo cornicione, partendo dai tre metri iniziali. Nel 1528 si parla di un lascito al comune per la elevazione del campanile sino alle attuali balconate; nel 1774 si costruì l’ultimo tratto con la cupola a pera e palla dorata. Nel 1780 circa furono fuse qui sul luogo le otto campane dalla ditta di Ernesto Ruffini di Reggio Emilia. Il concerto campanario di Fondo è considerato il più intonato e maestoso della Valle. Delle otto campane, 5 furono requisite nel 1917 e fuse per farne cannoni per la prima guerra mondiale. Furono rifuse dopo la guerra (negli anni 20) dalla ditta Colbacchini di Trento.