Pradiei

Il valore dei Pradiei sta nell’essere prateria senza alcuna eccezione. Infatti, proprio grazie agli abitanti, ai comuni e alle associazioni del territorio da circa dieci anni i Pradiei sono sotto tutela; ciò significa che non è possibile edificare né coltivare in maniera intensiva.  

Da sempre i Pradiei sono fondamentali per la coltivazione di grano, patate e soprattutto per il taglio del fieno.   Il fieno, è l’alimento principale, per nutrire bovini ed equini. Specie che in Val di Non non manca assolutamente! In Alta Valle, infatti, abbiamo parecchie stalle per la produzione di latte e vari maneggi. Per chi non lo sapesse il fieno viene tagliato, girato e poi assemblato prendendo la simpatica forma tondeggiante. Localmente le chiamiamo Baloni.

La particolarità di queste praterie sta sicuramente nell’aria pulita, nel profumo del fieno appena tagliato e nel paesaggio spettacolare che le circonda. Infatti sullo sfondo abbiamo le bellissime Dolomiti di Brenta e il gruppo montuoso delle Maddalene.

Tutta questa bellezza è possibile ammirarla percorrendo la ciclopedonale che attraversa i Pradiei e tocca i comuni di Fondo, Sarnonico, Cavareno e Romeno. La partenza è situata proprio sotto l’abitato di Fondo dirigendosi verso la frazione di Vasio. Il percorso è tendenzialmente pianeggiante e soprattutto nel primo tratto ci sono varie zone picnic dove sostare e godersi una merenda immersi nella natura. Dopo 5km si giunge sul colle di Romeno, dove si decide se fare ritorno oppure proseguire per completare l’anello di circa 20 km che riporta nell’abitato di Fondo. La seconda parte dell’anello è un sali - scendi tra centri abitati, boschi e prati.

I pradiei sono inoltre un luogo ideale per varie specie di fauna: Infatti uno stagno naturale che si forma dopo le copiose piogge nel periodo autunnale, funge da habitat ideale per le anatre. Nel periodo primaverile, invece, alcune cicogne e aironi cinerini sostano ai Pradiei durante il loro percorso di migrazione.

Anche un pizzico di storia e cultura è possibile trovare ai Pradiei. A circa 500 metri dall’imbocco della ciclopedonale da Fondo si scorge la Cappella della Madonna Brusada di cui, però, vi parleremo in un altro video!

A pochi passi dalla cappella è tornato in vita il melo estinto più vecchio d’Italia. In che senso è tornato in vita? Un clone ha preso il posto dell'albero monumentale, nonché unico esemplare di una varietà di mela finora sconosciuta e poi ribattezzata Rosa di Fondo, morto nel 2013 dopo una tempesta di vento. L’alberello è stato ricreato con innesto ed è stato trapiantato in primavera 2022. L'albero originale era molto rustico con un tronco di due metri di circonferenza. Non veniva mai trattato con insetticidi o fertilizzanti e produceva ogni anno grandi quantità di mele di colore verde brillante e rosso sul lato esposto al sole.

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